CONCESSIONI BALNEARI: LA BATTAGLIA LEGALE E LE PROSPETTIVE FUTURE

La battaglia legale per le concessioni balneari arriva ad un punto di svolta.

La Procura generale della Cassazione ha avanzato una richiesta di accogliere il ricorso presentato dal Sindacato Italiano Balneari. Questo ricorso mira a annullare le decisioni prese durante l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato nel novembre del 2021, che aveva annullato la proroga delle concessioni balneari fino al 2033 e aveva stabilito una data limite per la loro scadenza, ossia il 31 dicembre 2023.

Il Sindacato Italiano Balneari (SIB) ritiene questa mossa un passo positivo e guarda con ottimismo all’udienza della Suprema Corte di Cassazione, celebrata il 24 ottobre, in cui si è discusso di questa questione. Il presidente del SIB ha dichiarato che il Consiglio di Stato ha oltrepassato i propri confini, sostituendosi al legislatore, alla Corte costituzionale e persino alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con le sue sentenze. Pertanto, il ricorso presentato davanti alla Corte di Cassazione è stato non solo opportuno ma anche un dovere.

Il SIB ha notato che l’adunanza plenaria aveva respinto tutti gli interventi senza esaminare le norme statutarie delle associazioni coinvolte, inclusa quella del sindacato ricorrente. Questo avrebbe creato un’interpretazione astratta che costituisce un abuso del potere giurisdizionale, secondo l’avvocatura generale. Ecco perché il primo motivo del ricorso del SIB è stato accolto.

Nell’udienza del 24 ottobre, le due parti coinvolte, il Comune di Lecce e il Sib-Confcommercio, hanno esposto le rispettive posizioni. Il ricorso del Sib contesta quindi l’eccesso di potere di giurisdizione del Consiglio di Stato, sostenendo che quest’ultimo non avrebbe dovuto annullare la proroga al 2033, considerandola un rinnovo automatico in contrasto con il diritto europeo. Allo stesso tempo, il Consiglio di Stato avrebbe stabilito una scadenza del 31 dicembre 2023 in modo arbitrario e generalizzato.

La Cassazione è attesa per pronunciarsi sulla questione in tempi brevi, con una decisione prevista entro la fine dell’anno, data l’urgenza della situazione.

Corte Suprema di Cassazione (cortedicassazione.it)

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